
Una diva come Sophia Loren era come un’icona che viveva a metà tra il mito e il mistero. Il pubblico non poteva fare altro che adorarla. Con la fiction La mia casa è piena di specchi – che ha sbaragliato Amici con uno share pari al 26.96% – in cui interpretava la madre Romilda Villani, la star acquista una dimensione più umana. Chissà se a buon rendere o a discapito della sua precedente immagine. In ogni caso, alla prima proiezione dello sceneggiato Rai, Sophia si è commossa.
In due puntate scopriamo come Sofia Scicolone sia prima diventata Sofia Lazzaro e poi Sophia Loren, diva acclamata ad Hollywood e in tutto il mondo. Abbiamo già detto che la Loren ha vestito i panni di sua madre, la forte eppure fragile Romilda, testarda e autoritaria ragazza madre di Pozzuoli, innamorata e ricambiata ad intermittenza da Riccardo Scicolone, che non abbiamo capito bene perché si comportava così. La miniserie di Raiuno ci mostra una donna che non esita a mollare tutto, anche la figlia più piccola Maria, pur di seguire Sophia, la promessa di un futuro di benessere. Le pensioncine romane degli anni ’50, dove non si poteva mangiare in camere, le lezioni di recitazione, le ristrettezze e le calze rammendate prima dei provini. Sophia Loren recita col piglio forte di chi prova emozioni nel vestire i panni che furono di sua madre e di certo interpretare una donna che tanta parte ha avuto nel suo successo, deve essere un ringraziamento senza pari.
Più vicina a noi come donna, ma pur sempre un’attrice inarrivabile. Dopotutto questa fiction è stato anche questo: una prova di talento alla lodevole età di quasi 76 anni. E la Loren l’ha brillantemente superata.
Raimonda Granato