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Sarah Scazzi, cronaca del funerale: l’ultimo saluto all’angelo di Avetrana

Si sono conclusi da poco i funerali di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana scomparsa lo scorso 26 Agosto. Ecco la cronaca della cerimonia, dall'omelia del parroco Don Dario De Stefano ai messaggi di dolore di chi conosceva bene Sarah, come i suoi amici di scuola.

Sarah Scazzi, cronaca del funerale: l'ultimo saluto all'angelo di Avetrana.

Oggi è stato dato l’ultimo saluto a Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana scomparsa lo scorso 26 agosto. Negli ultimi 42 giorni l’Italia intera ha avuto modo di conoscere la piccola Sarah attraverso i suoi diari, i temi in classe e le confidenze alle amiche. E’ diventata un po’ la figlia di tutti, comprensibile il grande dolore alla scoperta della verità: mercoledì scorso, in diretta su Chi l’ha visto, l’epilogo di questa brutta vicenda, conclusasi con un’omicidio e persino con una violenza sessuale.

A due giorni dal recupero del corpo, gettato in un pozzo nelle campagne di Avetrana dallo stesso assassino, è stato organizzato il funerale presso lo stadio comunale di Avetrana, a cui hanno partecipato oltre 10mila persone. Una bara bianca, corone di fiori, palloncini e colombe per rendere l’ultimo saluto alla nostra Sarah.

Assenti alla cerimonia: Cosima, moglie di Michele Misseri, e le sue due figlie Valentina e Sabrina Misseri. La madre di Sarah, la signora Concetta Serrano Spagnolo, è giunta ai funerali durante il saluto del sindaco di Avetrana e ha abbandonato il luogo prima che terminasse la funzione. Della famiglia Scazzi, presenti dall’inizio della cerimonia, solo il padre e il fratello di Sarah, Giacomo e Claudio.

Questa la cronaca dei funerali, dall’omelia del parroco Don Dario De Stefano ai messaggi dei suoi compagni di scuola.

Don Dario De StefanoFratelli carissimi è purtroppo un giorno triste questo, che chiude un tempo di attese e sofferenze, di speranze e di delusione. Siamo davanti a Dio con tante domande, con le nostre sconfitte, i nostri errori. C’è anche Sarah. la nostra Sarah, che abbiamo cercato per tanti giorni, senza mai arrenderci. Abbiamo lottato con tutte le forze, perché volevamo rivedere il suo sorriso, la sua voglia di vivere, ascoltare i suoi progetti e i suoi desideri. Ma tutto questo non si è potuto realizzare. Ora, come dice il profeta Daniele, a te solo la giustizia Signore e a noi la vergogna sul volto. [...].Ci siamo tutti perché Sarah è e resterà nel cuore di tutti noi. ci siamo per esprimere il nostro affetto alla famiglia, che con dignità ed equilibrio vive questo immenso dolore, un dolore che è diventato di tutti e deve essere portato da tutti con la forza dell’amore che sola può unirci, farci superare la disperazione e aprirci ad un futuro pienamente umano, fatto di condivisione e solidarietà. E non di odio e di violenza. [...]. Siamo qui infine perché sentiamo tutti una grande responsabilità nei confronti dei nostri ragazzi e dei nostri giovani, che si esprime nel nostro impegno di custodirli, accompagnarli e orientarli nell’arduo ma entusiasmante cammino di crescita. Non dobbiamo aver paura di incontrarli nel loro vissuto quotidiano, perché solo così possiamo capire i loro sogni, le loro fragilità e le loro paure. Cerchiamo con ciascuno un dialogo paziente e ricco di saggezza, in qualsiasi ruolo ci troviamo, che li faccia sentire amati. Aiutiamoli a comprendere ciò che veramente vale nella vita, ma soprattutto impegniamoci in un mondo che vive la crisi dei modelli o li costruisce erroneamente a diventare testimoni della bellezza della vita, del senso autentico della gioia, dell’amore, del rispetto delle cose e della dignità degli altri. Non è vero che sono vuoti, sono solo fragili e spesso non hanno la forza per far emergere tutta la ricchezza, di cui sono portatori. Cari giovani, non abbiate paura di raccontare le vostre difficoltà, i vostri dubbi, i vostri desideri a chi vi ama veramente. A chi vi ama veramente. E può donarvi un consiglio, indicarvi una strada sicura e ridonarvi il coraggio di lottare per un mondo migliore. Non chiudetevi nella vostra solitudine, che può essere dolore e angoscia. Ognuno di noi ha bisogno degli altri. Cara Sarah, ora ci rivolgiamo a te: è giunto il momento di affidarti al Signore, vorremmo che questo splendido sole ci parlasse un po’ dell’amore infinito di Dio, in cui ora ti trovi, coccolata dalla sua tenerezza di padre. Vogliamo ricordarti così, con il tuo sorriso e i tuoi sogni, tra poche ore il cielo diventerà oscuro, ma siamo sicuri che brillerà per l’eternità una nuova stella di nome Sarah”.

Il sindaco Mario De Marco: “A me quale rappresentante di questa comunità, il grave compito di prendere la parola: è questo un giorno triste per noi tutti, abbiamo sperato per 42 lunghissimi giorni che, tu Sarah, ti fossi volontariamente allontanata da noi, così come avevi manifestato nel tuo diario. E volesse Dio che tanto fosse avvenuto. Siamo stati col fiato sospeso per tutto questo lunghissimo periodo, poi all’improvviso la tragica svolta. A te, signora Concetta, il merito di aver saputo costantemente attivare tutti noi e tutte le istituzioni perché senza sosta fossero accesi i riflettori nazionali sulla tragica scomparsa di tua figlia, la piccola Sarah. E lo Stato ha risposto al tuo appello, è stato sempre presente con un spiegamento eccezionale di uomini e forze, a cui questa comunità esprime un caloroso ringraziamento per l’impegno profuso. Oggi la vicenda è tragicamente chiusa. Signora Concetta sei una madre eccezionale, la comunità di Avetrana, le istituzioni, i sindaci dei paesi vicini sono qui per esserti vicino, per rendere a Sarah l’estremo saluto. Perché, consentici, Sarah era ed è diventata la figlia di tutti noi. A te, Sarah, che dall’alto dei cieli ci guardi, giungano i sentimenti nascosti della parte più intima dei nostri cuori. Che il Signore Dio Misericordioso possa riservare a te il giusto posto che meriti nell’eterno Paradiso e che ti compensi della crudeltà che questa vita terrena ti ha purtroppo riservato”.

I compagni di scuola di Sarah: “Non c’è più il suono della tua voce a raccontarci qualcosa di te, abbiamo sperato fino all’ultimo, ma tu non sei più tornata. Non sei potuta tornare. Sarah, ti stavamo aspettando, stavamo già immaginando il tuo ritorno a casa, il tuo rientro a scuola e nelle nostre vite, anche se tu nelle nostre vite ci rimarrai ugualmente. Ricorderemo sempre del sorriso stampato sul tuo viso, di tutte le volte che ci facevi ridere, di tutte le volte che ti sei confidata, ricorderemo anche le volte che hai pianto, ricorderemo ogni singolo momento passato con noi. Ci manchi, ci mancherai tantissimo a causa di troppa gente che non ha più rispetto di niente e di nessuno”. “La tua morte così ingiusta ha colpito migliaia e migliaia di persone perché non si può morire in un modo così brutale e disgustoso. Addio piccola Sarah, addio angelo, proteggi tutti noi dalle ingiustizie della terra”.

Danila Mancini

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