San Valentino è la festa più attesa dagli innamorati che, in occasione del 14 febbraio, amano scambiarsi doni e tenerezze. In Pakistan, però, l’Alta Corte di Islamabad ha proibito qualsiasi tipo di evento in luoghi pubblici in tutto il Paese, ha obbligato i venditori a eliminare dal mercato i prodotti pensati per domani e i media locali a non pubblicizzare le iniziative organizzate per il 14 febbraio.

Il motivo per cui è stato preso un provvedimento tanto drastico è molto semplice. Un cittadino di nome Abdul Waheed si è ribellato a questa festività poiché secondo lui sarebbe contraria agli insegnamenti dell'islam e ha lanciato una petizione. Incredibilmente, ha ottenuto moltissimo seguito, tanto da spingere il governo a intervenire con una sentenza immediata. In Pakistan, dove sono moltissimi i mussulmani, San Valentino viene considerata una ricorrenza tipica della cultura occidentale ed è per questo che ogni anno sono moltissime le manifestazioni organizzate dai gruppi religiosi per mettere fine a questa invasione.

Sui social, numerosi utenti si sono mostrati decisamente indignati. Quelli che si sono maggiormente opposti al provvedimento sono i commerciati che, in occasione della festa degli innamorati, avrebbero guadagnato ingenti somme di denaro e che, a partire da questo momento, saranno costretti a mettere da parte i fiori rossi, i cuori e le ghirlande di fiori. “Ci abbiamo messo giorni a prepararli, non poterli vendere sarebbe un disastro. Io ho investito 2mila dollari per la giornata di domani”, ha affermato il fiorista Mohammad Naveed. Il provvedimento, però, sembra essere definitivo: il 14 febbraio pakistano non sarà dedicato all'amore.