Si scatena ancora l'ira funesta di Hedi Slimane. Il direttore creativo di Saint Laurent, dopo aver combattutto con critici e giornalisti, dopo aver difeso strenuamente le sue scelte e i cambiamenti apportati alla storica maison francese, ora è in rotta di collisione con il retail. La querelle ha coinvolto non una semplice boutique di moda ma uno dei concept store più famosi al mondo, il regno del lusso parigino chiamato Colette. Il New York Times ha rivelato che Saint Laurent non sarà più distribuito nel celebre store di Rue Saint-Honoré poichè la maison non ha gradito alcune scelte di Sarah Andelman, creative director di Colette. Ma partiamo dal principio.

Qualche giorno fa la Andelman ha ricevuto una lettera in cui Saint Laurent notificava la fine dei rapporti con il suo negozio di Parigi. A scatenare l'ira funesta della maison alcune felpe e T-shirt in vendita da Colette del brand newyorchese Reason, decorate con la frase “Ain’t Laurent Without Yves” (Niente Laurent senza Yves). Il marchio incriminato nell'ultimo periodo ha raggiunto il successo lanciando una linea di capi decorati con loghi che scimmiottano grandi marchi come  Hermès, Céline e Cartier (i nomi sono sostituiti con “Homies”, “Celine Dion” e “Partier”).

In un primo momento i vertici di Saint Laurent avevano chiesto a Colette di porre fine alla vendita delle shirt poichè potevano arrecare danni d'immagine all'azienda. La Andelman ha accettato di non distribuire più i capi "ironici" non ordinandone altri, ma ha cercato di smaltire i pezzi rimasti nello store parigino. Dopo poco ha ricevuto una lettera in cui si diceva che Saint Laurent non avrebbe più concesso le proprie collezioni a Colette. Stupita dalla scelta la direttrice creativa non ci ha pensato due volte ed ha fornito al New York Times il documento. Colette vende le collezioni Saint Laurent dal 1998 e nell'ultimo periodo il marchio è stato uno dei più venduti nel negozio.

I capi ironici di Reason
in foto: I capi ironici di Reason

Dopo la pubblicazione della notizia i portavoce di Saint Laurent non hanno voluto rilasciare alcun commento. La decisione di interrompere la vendita di Saint Laurent presso Colette è insolita, non soltanto se si considera la reputazione del negozio. Per il 2013 la signora Andelman aveva ordinato più di 440.000 euro di merce all'ingrosso, cifra che si tradurrebbe in oltre un milione di euro di incassi derivanti dalla vendita al dettaglio. Mentre per la prossima stagione primaverile la direttrice aveva già ordinato capi maschili per un totale di € 110.191, ma tale ordine è stato bloccato da Saint Laurent dopo la querelle. "E ‘ ridicolo" – ha detto la signora Andelman al New York Times – "Abbiamo bisogno di mantenere la nostra libertà. Io rispetto la loro decisione, ma penso che sia sbagliata".