“Che vita sarebbe senza Nutella!”
Da quando nel 1964 apparve il primo vasetto sul mercato, la Nutella è diventata amica dei momenti più allegri, ma soprattutto dei più bui: confessiamolo ragazze, quante volte dopo una giornata davvero difficile abbiamo fatto finta che la dieta non esistesse e ci siamo abbandonate tra le braccia rassicuranti di una cucchiaiata di Nutella? Sarà che è tutta suggestione, ma dopo ci sentiamo sempre meglio. Ora con l’etichetta che indica il miglior profilo nutrizionale, saremo costrette a fare controlli incrociati e calcoli tra le quantità riportate nelle tabelle nutrizionali ideali e la lista degli ingredienti. Ci siamo sempre lamentate che le etichette degli alimenti erano incomprensibili per i non addetti ai lavori, e ora che ci rendono le cose chiare non siamo proprio sicure che come erano prima non ci stavano bene. In effetti, a cosa serve sapere che un misero cucchiaino di Nutella contiene milioni di grassi saturi, zuccheri e chissà quant’altro? Immaginate poi a fare il calcolo di quanti di questi grassi finiscono in una bella fetta di Nutellotta… Roba da perdere l’appetito!
Francesco Paolo Fulci ha rilasciato dichiarazioni molto allarmanti: “Mettere fuori legge la Nutella e la stragrande maggioranza dei prodotti dolciari, significa mettere in ginocchio l’intera industria dolciaria. Il consumatore dovrebbe essere lasciato libero di scegliere, mangiando di tutto, senza eccedere e mantenendo un sano stile di vita”. E la Commissione europea, diciamocela tutta, sta insinuando che consumando regolarmente Nutella, questo sano stile di vita se ne vada alle ortiche. Tanto è vero che ha stabilito che per ogni 100 grammi di prodotto, non ci possono essere più di 10 grammi di zucchero, quattro grammi di grassi saturi e due milligrammi di sale. “Ma non esistono dolci con meno di 10 grammi di zucchero ogni 100 grammi di prodotto” sbotta Fulci e di certo non esiste una Nutella così. Noi consumatori, dal canto nostro, siamo pronti a rinunciare a gustose crepes alla Nutella, solo perchè l’etichetta del prodotto ci dice che mai e poi mai il nostro organismo potrebbe sopravvivere a tale mortal colpo? Probabilmente i golosi diventeranno come i fumatori accaniti che, nonostante le avvertenze sui pacchetti di sigarette, non rinunciano ad una boccata di fumo. In entrambi i casi fa male, ma il consumatore è sempre libero di scegliere.
Raimonda Granato