
Quante volte a neo mamme e papà aggirarsi preoccupati attorno al loro bebè chiedendosi come mai piange e non si riesce a calmare. Magari gli si propone di tutto: dalla pappa alla bevanda nel biberon, si passa poi al cambio del pannolino domandandosi se per caso non abbia male al pancino.
Ora tutti i dubbi e le incertezze svaniranno grazie ai ricercatori giapponesi di Hokkaido, dove c’è il Muroran Institute of Technology e dove sarebbe stato messo a punto un computer in grado di decifrare l’intera gamma di pianti del bebè e di dare indicazioni precise ai genitori. A quanto viene dichiarato da Tomomasa Nagashima, coordinatore della ricerca, a breve sarà realizzato un piccolo monitor che verrà appeso al collo o al polso del neonato in modo che si possa istantaneamente capire quale sia il problema che dobbiamo affrontare.
Società tecnologica e all’avanguardia anche in questo, ma… non si sta forse esagerando nel desiderio quasi spasmodico di dover decodificare e computerizzare tutto? Non andremo forse a perdere la naturalità dell’uomo? Certo io a mio figlio non metterei al collo niente, e nemmeno al polso, mi sembrerebbe di stare a guardare uno di quegli animali che si vedono nei documentari ai quali attaccano quei piccoli aggeggi per seguirne gli spostamenti in giro per il mondo o per il loro habitat naturale. Sarò una mamma all’antica, ma preferisco capirlo da solo mio figlio, anche perché crescendo acquisirà si l’uso della parola, ma se non si ha un buon rapporto con loro, fatto di parole, ma anche di silenzi, di comprensione aldilà di ciò che viene detto, cosa mai sarà? L’uomo vive di sensazioni, di emozioni e il legame non si crea con un computer. Questo il mio modesto parere di mamma. (fonte tgcom - foto mammapourfemme)
Marina Galatioto