
C’è chi pensa che girare per musei è noioso. Dipende dal museo, però: quelli più strani del mondo meritano una visita, di sicuro divertiranno i più goliardici. Una recente indagine ha rilevato che il pubblico che frequenta musei archeologici è sempre più colto, maturo, fedele e, prevalentemente, femminile.
Lo studio, condotto dal Centro Studi Gianfranco Imperatori dell’Associazione Civita, si intitola L’archeologia e il suo pubblico ed è stato condotto su un campione di 1.500 visitatori, ha rilevato che il pubblico dell’archeologia è soprattutto composto da donne in età compresa tra i 25 e i 44 anni, con un buon livello di istruzione e di passione per la cultura. L’indagine è stata condotta tenendo conto di sette musei sparsi in tutta Italia: i Musei Capitolini, il Museo dei Fori Imperiali nei mercati di Traiano, i Musei Nazionali Etruschi di Villa Giulia e di Cerveteri, l’area archeologica di Paestum, i Musei Archeologici Nazionali di Napoli e di Firenze.
Non è difficile vedere gruppi di donne che, nei fine settimana, si organizzano per visitare musei e luoghi d’arte. È bello divertirsi per locali, ma la tranquillità di un museo e l’odore d’arte sono difficili da trovare altrove. Il risultato di questa indagine è confortante e, in fondo, c’era da aspettarselo: per secoli gli uomini hanno dominato il campo del sapere e i luoghi della conoscenza erano appannaggio loro. Entrare nei musei è segno che si dedica più tempo a costruire e approfondire la propria cultura.
Raimonda Granato