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Marea nera, peggior disastro ecologico della storia: sabato rischio in Louisiana

La marea nera causata da una falla nella piattaforma petrolifera della BP si è allargata fino a circa 2mila chilometri. Ora si teme che entro sabato raggiunga le coste della Louisiana. Intanto la Guardia Costiera riconosce: “È il peggior disastro ecologico della storia”

Marea nera, peggior disastro ecologico della storia: sabato rischio in Louisiana.

La marea nera che nei giorni scorsi ha violato il paradiso delle isole Chandeleur, continua a diffondersi nel Golfo del Messico e non solo. La chiazza di petrolio fuoriuscita dalla piattaforma della British Petroleum sabato raggiungerà le coste della Louisiana e finora non è stata ancora escogitata una soluzione valida per frenare la pericolosa avanzata. La portavoce della Guardia Costiera, Mary Landry, ha dichiarato che ci troviamo di fronte al “peggior disastro ecologico della storia”. Un disastro che influirà sull’ecologia globale, non solo delle zone colpite.

Il Golfo del Messico e dintorni sono zone ad alto flusso turistico, soprattutto catalizzato dalle spiagge infinite di sabbia bianca e dalle acque cristalline. Se questo incidente coinvolge in prima persona il mare, la conseguenza più immediata sarà senza dubbio un calo dei viaggi in queste località. Le Isole Chandeleur erano una piccola oasi, forse l’ultima rimasta negli Stati Uniti, ma ora che il petrolio ha avvolto anche le spiagge protette, i turisti non si faranno vedere. Intanto, la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ha chiuso alcune zone di pesca nel Golfo del Messico, il 93 % restano aperte a favore del sostegno della pesca produttiva e del turismo, ma saranno modificate le circolari a secondo della velocità con cui si espanderà la marea nera. Ma che cosa si potrà ancora pescare e per quale fine? Non finiranno di certo in tavola, i pesci al petrolio, né tantomeno ci saranno turisti disposti ad ordinare una zuppa di mare sapendo che è stata pescata in zona.

A nulla è valsa la cupola progettata per racchiudere la macchia di petrolio che, giorno dopo giorno, ha continuato a nuotare indisturbata fino a raggiungere la larghezza di quasi 2 mila chilometri quadrati. Ora le autorità parlano della possibilità di dare alle fiamme la macchia d’olio per evitare che continui ad allargarsi. La Louisiana resta col fiato sospeso: se la marea nera dovesse raggiungere le sue coste per il fine settimana, sarà un weekend di paura. In giro per il mondo la natura sembra vivere in momento davvero difficile: in questo caso è l’opera dell’uomo che danneggia la natura che poi si ribella con azioni violente come l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull. Chissà se riusciremo mai a convivere come succedeva nei secoli scorsi.

Raimonda Granato

Approfondimenti: ecologia, turismo, viaggio

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