Diventare mamma è una delle cose più belle del mondo, la gioia che si prova quando si porta il piccolo nel grembo per nove mesi per poi tenerlo tra le braccia dopo il parto è immensurabile e non c'è nulla che si possa paragonare a un'emozione simile. Anche se un figlio cambia la vita in modo positivo, ci sono alcune cose che bisogna valutare prima di cominciare una gravidanza: non solo il tempo da dedicare a se stesse si riduce in modo drastico ma le proprie risorse economiche verranno destinate quasi completamente al piccolo dopo la sua nascita.

Sarà perché si ha voglia di mantenere la propria libertà o perché, visto il periodo di crisi attuale, non si ha la possibilità di vedere allargata la propria famiglia, ma l'unica cosa certa è che le mamme italiane sono le più vecchie d’Europa. A dimostrarlo, i dati pubblicati da Eurostat, secondo i quali le donne del nostro paese avrebbero il primo figlio a 30,8 anni con un tasso di fertilità dell’1,35. In particolare, tra il 2001 e il 2015 in Italia sono nati circa 50.00 bambini in meno rispetto agli anni Novanta, anche se il tasso di fertilità è aumentato dello 0,10. Nel resto dell'Europa, invece, sono nati 40.217 bambini in più rispetto al 2001 e le mamme hanno un’età media di 28,9 anni.

A seguire l'Italia nella classifica delle donne che hanno il primo figlio tardi ci sono la Spagna, il Lussemburgo e la Grecia, dove si pensa alla gravidanza appena dopo i 30 anni. Oltre al nostro paese, i luoghi in cui si fanno meno figli sono Portogallo, Cipro e Polonia, mentre quelli più prolifichi in fatto di neonati sarebbero la Francia, l'Irlanda, la Svezia e la Gran Bretagna. Insomma, il Bel Paese detiene un record ma questa volta non è affatto positivo: le donne italiane pensano alla prima gravidanza sempre più tardi.