Avete sempre creduto che il lavoro nobilitasse l’uomo? Forse è arrivato il momento di ricredersi. Uno studio condotto presso l’University College di Londra e pubblicato sulla rivista The Lancet ha dimostrato che i troppi impegni professionali possono avere delle ripercussioni drammatiche sulla salute. In particolare, una settimana lavorativa di 55 ore aumenta il rischio di infarto del 33% e del 13% la possibilità di contrarre pericolose sindrome coronariche. 528.908 soggetti sono stati seguiti per un periodo medio di 7,2 anni e i risultati sono stati evidenti. Chi lavora oltre le tradizionali 40 ore settimanali mette a rischio la sua salute.

Età, abitudini alimentari, attività fisica non hanno nessuna influenza su questa drammatica realtà, ma è lo stress provocato dal troppo lavoro a causare delle patologie cardiovascolari. “Abbiamo indagato l’associazione tra orario di lavoro e rischio di malattie cardiovascolari con maggiore precisione rispetto al passato. L’orario di lavoro prolungato è chiaramente connesso a un aumento significativo del rischio di ictus e malattie cardiache, forse anche coronariche” ha dichiarato il professor Mika Kivimäki dell’University College.

Sono necessari altri studi per comprendere in che modo il lavoro minacci i processi biologici, tanto da mettere a rischio la salute del proprio cuore. Una giornata lavorativa dovrebbe essere di al massimo 8 ore, arrivando alle 48 ore settimanali. Gli straordinari daranno anche maggiori disponibilità economiche, ma allo stesso tempo sarebbe meglio evitarli, a meno che non si voglia avere a che fare con patologie cardiache fin da giovani.