E' in corso la New York Fashion Week che fino al 13 settembre vedrà le più grandi Maison internazionali presentare le collezioni per la stagione Primavera/Estate 2018. A inaugurare un evento tanto atteso nel fashion system è stato Tom Ford, che ha fatto sfilare Kendall Jenner e Gigi Hadid con i capelli cortissimi, mentre nei giorni successivi ad aver attirato le attenzioni dei media è stata Rihanna, che ha lanciato la sua prima linea di cosmetici, Fenty Beauty. Lo scorso venerdì è stato il turno di Calvin Klein, che ha dato vita a uno show unico e rivoluzionario.

La collezione Primavera/Estate 2018.

In occasione della Settimana della Moda di New York, Calvin Klein ha fatto firmare la collezione Primavera/Estate 2018 al suo Chief Creative Officer Raf Simons, che ha deciso di rivisitare in chiave horror alcun look simbolo della tradizione americana, modificandone linee sartoriali e dettagli. Gonne anni Cinquanta, capi in nylon, pelle macchiata non degli schizzi da scena del crimine, guanti da casalinga in plastica, pon-pon da cheerleader appesi ai pantaloni, sono solo alcuni dei dettagli che caratterizzano la linea ispirata alla storia del costume statunitense. I colori dominanti sono l'arancione, il giallo, il nero, il rosso, combinati alla perfezione, così da diventare avvolgenti e travolgenti. La donna che ha calcato la passerella del marchio è molto sensuale ma, allo stesso tempo, riesce a mantenere una certa formalità, trasformandosi in una vera e propria "antieroina". Il brand ha inoltre collaborato con la The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, riproducendo alcune opere dell'artista come delle serigrafie stampate. Come se non bastasse, ad accompagnare la sfilata è stata l'installazione di Sterling Ruby, che ha decorato lo spazio, dimostrando che l'arte può diventare una vera e propria voce narrante.

La rivoluzione portata da Raf Simons a Calvin Klein.

Raf Simons è il Chief Creative Officer di Calvin Klein dall'agosto del 2016 ed è stato capace di portare ancora una volta delle incredibili novità in passerella. Durante la sua sfilata ha voluto interpretare il sogno americano, senza dimenticare di mostrarne il lato negativo, dimostrando dunque che gli Stati Uniti sono un paese contraddittorio che affascina e spaventa allo stesso tempo gli europei. Ha saputo fondere il lato bello e positivo della realtà con la paura e la parte peggiore dell'esistenza, portando in passerella un vero e proprio horror. Cosa ha voluto dimostrare? Che non c'è mai bellezza senza orrore, che inevitabilmente la banalità e l'originalità devono incontrarsi per dare vita a qualcosa di sensazionale, che si tratti della moda o della vita reale. La rivoluzione dello stilista sta proprio in questo: aver dissacrato il patinato mondo della moda, che solitamente tenta di "mascherare" l'orrore con la bellezza, dando prova che è capace di interpretare anche le bassezze della vita quotidiana.

Kaia Gerber debutta in passerella.

Essendo uno degli eventi più attesi della New York Fashion Week, la sfilata di Calvin Klein non poteva che attirare l'attenzione di moltissime star, che non ci hanno pensato su due volte a farsi fotografare in prima fila. Tra le più famose e amate ci sono la figlia del re del pop Paris Jackson, l'attrice Brooke Shields, Millie Bobby Brown, Jake Gyllenhaal, Karlie Kloss e Kyle McLachlan. La più attesa, però, era Kaia Gerber, la figlia di Cindy Crawford, che ha fatto il suo debutto in passerella. Fino ad oggi era apparsa solo in qualche campagna pubblicitaria, dimostrando di voler seguire le orme della mamma, ma non aveva mai calcato un catwalk. Facendola sfilare con indosso un dolcevita, una camicia bianca e nera e dei pantaloni in tessuto tecnico gialli, Calvin Klein ha realizzato il più grande sogno della figlia 16enne della top model.