
Essere un personaggio pubblico, espone a critiche che non sempre fanno piacere. Prova ne sia che Jessica Alba, alla presentazione del film The Killer inside me al Sundance Film Festival, ha lasciato la sala a metà della proiezione per i numerosi commenti negativi fatti dal pubblico. La notizia ci arriva tramite l’Ansa e immediatamente ha fatto il giro del web.
Sono state soprattutto le numerose e cruente scene di violenza sulle donne ha scatenare il fastidio degli spettatori che non hanno trattenuto le critiche e hanno fatto fuggire l’attrice. Il film narra di un sociopatico interpretato da Casey Affleck, fratello di Ben, lo sceriffo della città dove ha luogo la storia tratta dal romanzo di Jim Thompson, del 1952. Jessica Alba veste i panni di una donna che viene presa a pugni in una scena lunga più di 7 minuti. Troppi da sopportare per il pubblico.
Il regista, Michael Winterbottom, si è difeso dalle accuse dicendo di essere stato fedele a romanzo in tutto e per tutto. L’eccessiva fedeltà sullo schermo, però, non ha pagato: la violenza letta tra le pagine di un libro, per quanto cruenta e ben raccontata, si ripropone nell’immaginazione dei lettori e non trova un riscontro visibile e concreto. Riportarla così dettagliatamente sullo schermo, probabilmente ha toccato corde di sensibilità che né il regista né gli attori avrebbero mai immaginato. Nemmeno Jessica Alba, vittima della finta violenza.
Raimonda Granato