La vita di una donna non è così semplice come si potrebbe immaginare, ci si ritrova ogni giorno a dover combattere contro delle etichette e dei luoghi comuni comunemente associati al sesso femminile che non fanno altro che screditarla. E’ proprio per capire quali sono le “offese” che nessuna donna vorrebbe sentire mai che Special K ha lanciato un sondaggio.

Le 5 parole che offendono il sesso femminile.

E’ stata poi stilata una classifica delle 5 parole che sminuiscono la forza interiore femminile all’interno della società. Al primo posto c’è “mestruata” che sarebbe il termine peggiore secondo le italiane per fare riferimento a una donna, a seguire, “isterica”, “rompi palle”, “stronzetta” e “prima donna”, altri aggettivi da non utilizzare mai in compagnia di una femminuccia. Il motivo per cui dei termini simili infastidiscono tanto è molto semplice: si tratta di etichette date solo perché ci si rifà a degli stereotipi, non comprendendo che, generalizzando, non si fa altro che associare una persona a un cliché. “Come stereotipi sono particolarmente irritanti poiché tendono a ridurre una donna al solo essere donna, ne stressano le caratteristiche femminili ed è questo che li rende meno tollerabili. La attaccano in quanto donna e non in quanto persona”, ha dichiarato la psicologa e psicoterapeuta Laura Duranti.

Altro che veline e starlette: l’idolo delle donne è Rita Levi Montalcini.

Secondo i dati raccolti dallo studio, l’86% delle italiane pensa di poter contare su una considerevole forza interiore. In particolare, le più consapevoli sarebbero le donne con figli e le over 50 che, arrivate a un certo grado di maturità, riescono ad affrontare la vita con determinazione ed energia, senza farsi travolgere da ansia e preoccupazioni. A dispetto di quanto si potrebbe pensare, inoltre, i modelli a cui si ispirano le donne non sono le veline, le top model o le starlette che popolano il mondo dei social e della tv, ma piuttosto grandi personalità come Rita Levi Montalcini e Madre Teresa di Calcutta, delle icone di solidità e di coraggio. In molte, inoltre, non riescono a fare a meno di ispirarsi alla propria mamma quando si parla di forza. A quanto pare, il sesso femminile non può essere definito più frivolo e privo di personalità, è forte, coraggioso e non riesce più ad accettare le etichette. Le donne sono stanche di essere associate all'immagine della persona bisognosa e alla ricerca di affetto: sono emancipate, libere, indipendenti e più coraggiose dei maschietti. Insomma, è l'ora di smetterla di definirle "mestruate" e "isteriche": il loro umore e la loro vita non sono influenzati solo da frivolezze e ciclo mestruale.