L'iperemesi gravidica è un disturbo legato alla gravidanza, diventato famoso negli ultimi giorni grazie a Kate Middleton che, incinta del terzo figlio, sta soffrendo di forti nausee. Quando compare un problema simile, le future mamme arrivano a superare i 10 attacchi di vomito ogni giorno, sentendosi prive di energie, spossate e disidratate. Nonostante sia un problema particolarmente diffuso tra le donne in dolce attesa, non se ne sono mai sottolineate la gravità e i potenziali rischi mortali.

I sintomi e le cause.

L'iperemesi gravidica è un disturbo che può comparire durante la gravidanza, caratterizzato da attacchi acuti e incontrollabili di vomito e nausee. A causarla è il rapido aumento dei livelli di estrogeni o della beta, l'ormone della gestazione, che potrebbero influire sulla funzionalità gastrointestinale, anche se il problema potrebbe essere legato anche a fattori genetici e psicologico-comportamentali. A esserne maggiormente colpite sono quelle che aspettano dei gemelli, le mamme giovanissime o alla prima gravidanza o, ancora, quelle che soffrono di obesità. E' un disturbo differente dalla semplice nausea mattutina, quest'ultima solitamente si presenta nei primi mesi di gravidanza, mentre in presenza di HG, iperemesi gravidica, può durare per tutta la gestazione ed è molto più intensa e spossante. Gli episodi di vomito sono eccessivi e ripetuti, tanto da impedire alla mamma di nutrirsi in modo adeguato. I sintomi, dunque, non possono che essere un senso di disidratazione, perdita di peso, infossamento degli occhi, diminuzione della quantità di urine emesse, chetosi, tachicardia e carenze nutritive.

Le conseguenze dell'iperemesi gravidica.

L'iperemesi gravidica rende praticamente impossibile nutrirsi in modo "normale" durante la gravidanza poiché a ogni alimento che si ingerisce si comincia a provare un senso di nausea insostenibile. Inevitabilmente si perde peso e ci si disidrata e, quando i farmaci anti nausea non sono efficaci, potrebbe essere necessario il ricovero in ospedale per essere nutrite via endovena, come è capitato a Kate Middleton quando aspettava il piccolo George. Nei casi più gravi, l'iperemesi gravidica potrebbe provocare anche lieve ipertiroidismo transitorio, danni a livello epatico, soprattutto se persiste oltre le 16-18 settimane, encefalopatia di Wernicke o addirittura rottura dell'esofago.

E' pericolosa?

Anche se prima della Duchessa di Cambridge in poche hanno parlato di iperemesi gravidica, è un disturbo potenzialmente rischioso, che potrebbe provocare dei gravissimi problemi alla salute. E' completamente diversa dalla nausea mattutina che colpisce il 70% delle future mamme, visto che quest'ultima non danneggia né il feto né la donna. Vomitare più di 3-4 volte al giorno porta a deficienze nutrizionali e a squilibri metabolici che potrebbero essere letali poiché ci si sente così deboli da non avere la forza di far nulla. In alcuni casi, è necessario addirittura spostarsi su una sedia a rotelle. Per quanto riguarda il piccolo, anche la sua salute è a rischio: potrebbe pesare poco alla nascita, nascere prematuramente o ancora andare incontro a un aborto spontaneo. Secondo le stime sarebbero tra lo 0,3 e il 2,3 le donne incinte che combattono contro l'HG, anche se potrebbero essere molte di più visto che alcune non si fanno curare e non ammettono di avere un disturbo. Solo richiedendo aiuto a un esperto, però, è possibile evitare complicazioni più gravi.

I rimedi.

Non esiste una cura definitiva per combattere l'iperemesi in gravidanza ma è possibile ricorrere a una serie di trattamenti per ridurre sintomi e potenziali complicazioni. Innanzitutto è consigliabile preferire pasti leggeri e frequenti, soprattutto cibi secchi e bevande fredde, mentre nei casi più gravi si può ricorrere a degli antistaminici come la prometazina, utilissimi contro la nausea in dolce attesa. Quando nessun rimedio riesce a essere efficace, è necessario il ricovero in ospedale e la somministrazione di flebo idratanti e nutritive. In questo modo, si potranno gestire al meglio le complicazioni legate alla disidratazione e agli squilibri nutrizionali.