
Il pericolo potrebbe non essere solo presunto. L’Unità ha riportato le parole del Ministro della Salute Ferruccio Fazio che ha dichiarato di aver incaricato i NAS, Carabinieri addetti alla sanità di controllare sui siti dove potrebbe essere venduta la pillola abortiva. Per la RU486 in Italia è previsto l’utilizzo solamente in ospedale.
La notizia riportata un po’ dappertutto ha creato una polemica tra le due coalizioni di destra e sinistra, dove quest’ultima accusa il Governo di stare strumentalizzando l’argomento. In realtà i Carabinieri del NAS stanno indagando già da tempo nella rete per capire quanto la pillola abortiva sia già presente illegalmente in Italia. La RU 486 permette l’aborto farmaceutico, ma deve essere utilizzata soltanto sotto la supervisione medica per ovvii motivi.
Invece che il dibattito su quanto alla donna possa “far bene” sia fisicamente che emotivamente, ricorrere a questo genere di interruzione di gravidanza, il dibattito diventa politico e si parla di strumentalizzazione. L’aborto chimico con la RU 486 non è qualcosa da prendersi alla leggera e potrebbe mettere in pericolo la salute della donna, per questo deve essere eseguito in aziende ospedaliere e non con il metodo tanto comodo del fai da te che potrebbe portare a conseguenze pesanti. Occorre quindi, per poterla utilizzare, recarsi nelle strutture: è una questione di salvaguardia della salute. Purtroppo nella rete si trovano fin troppi siti che vendono medicinali di ogni tipo illegalmente, senza uso di ricetta o consiglio medico e questo è davvero un grosso problema.
Marina Galatioto