Nessuno di noi ricorda i dettagli della propria infanzia, almeno fino a quando non arriva ai 4-5 anni. Anche se la facoltà di memorizzare in modo chiaro sembra scarsa in quel periodo della vita, la verità è ben diversa. E' proprio in quel momento che bisogna utilizzare libri illustrati, racconti, filastrocche per potenziare il cervello del piccolo, così da favorire lo sviluppo delle sue facoltà mnemoniche.

Secondo uno studio condotto presso la New York University e pubblicato su "Nature Neuroscience",  tra i 2 e i 4 anni lo sviluppo cognitivo di un bambino completa la sua fase iniziale. Da quel momento in poi, le capacità mnemoniche cominciano poi a ridursi con l'avanzare dell'età ed è per questo che il suo cervello deve essere stimolato da piccolissimo. "Quel che abbiamo scoperto suggerisce che il cervello dei bambini ha bisogno di essere attivato e stimolato anche prima dell'età delle materne, altrimenti il sistema nervoso rischia di non sviluppare a pieno le sue funzioni di memoria e apprendimento", ha spiegato Cristina Alberini, una delle principali autrici dello studio.

La memoria di cui si parla sarebbe quella dichiarativa che comprende i racconti, la narrazione autobiografica e gli episodi di vita quotidiana, capaci di spingere il bambino a sviluppare la parte del cervello che controlla i ricordi. Il paradosso sta nel fatto che il periodo in cui il piccolo impara a memorizzare corrisponde a quello in cui non si ricorda nulla, visto che tutti gli eventi vengono vissuti e rapidamente dimenticati per effetto del fenomeno chiamato "amnesia dell'infanzia". Insomma, pare proprio che il cervello dei bambini debba essere stimolato ad apprendere fin dai primi anni di vita. In questo modo, le sue facoltà neurologiche saranno maggiori in età adulta.