Gianni Versace, il noto stilista italiano assassinato il 15 luglio 1997, il 2 dicembre di quest'anno avrebbe compiuto 70 anni ma è difficile immaginare come avrebbe celebrato un traguardo simile. Era un uomo sorprendente, dalla creatività brillante ma, allo stesso tempo, dai forti contrasti. A rendere un fashion designer è stata la sua energia, che gli ha permesso di inventare uno stile inconfondibili che ha fatto storia nel mondo della moda. Tra feste spettacolari, sfilate visionarie e amici di fama internazionale, la sua vita è stata davvero unica e sopra le righe, anche se, purtroppo, è durata troppo poco.

Nato per il mondo della moda: i primi successi di Gianni Versace.

Gianni Versace è nato a Reggio Calabria il 2 dicembre del 1946 e, fin da quando era un ragazzino, ha sempre mostrato una grande passione per la moda. Ha infatti lavorato nell'atelier della mamma, una sarte, al nº13 di via Tommaso Gulli  a Milano, dove ancora oggi c'è la boutique Versace. Ha frequentato il liceo classico Tommaso Campanella, ma ha poi abbandonato la scuola dopo due anni. A 25 anni si è trasferito a Milano per lavorare come disegnatore d'abiti ed è proprio in questo periodo che ha dato vita alle prime collezioni per Genny, Complice e Callaghan. Nel 1975, ha presentato infatti la sua prima linea di abiti in pelle per Complice, ma è nel 1978 che lancia la prima collezione donna firmata con il suo nome. Ha lavorato con il fotografo americano Richard Avedon, ha ricevuto l'Occhio d'Oro come migliore stilista 1982/83 e collaborato con il mondo del teatro, disegnando i costumi per Josephslegende di Richard Strauss, andato in scena al Teatro alla Scala di Milano, e per altri spettacoli e balletti. E' stato proprio Gianni a introdurre gli elementi metallici diventati poi un classico della sua produzione.

Gianni Versace, lo stilista amato dalle star.

Gianni Versace ha sempre creduto nel potenziale e nella creatività dei giovani, tanto che nel 1983 è stato invitato al Victoria and Albert Museum di Londra per parlare a un gruppo di studenti della mostra Arte e Moda. Nel 1986, Versace ha ricevuto addirittura il titolo di Commendatore della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga. Tra le modelle che hanno lavorato per lui ci sono le top più iconiche degli anni Ottanta e Novanta, Linda Evangelista, Naomi Campbell, Claudia Schiffer, Yasmeen Ghauri, Christy Turlington, Stephanie Seymour, Cindy Crawford, Helena Christensen e Karen Muller, anche se è sempre stato molto legato al mondo della musica, tanto da scegliere per ben tre volte Madonna come testimonial delle sue pubblicità. Gianni Versace è stato legato fino al momento della morte allo stilista ed ex modello Antonio D'Amico. I due vivevano insieme nella grande villa di Miami, Casa Casuarina, acquistata nel 1992 per 10 milioni di dollari. E' proprio sulle scale d'ingresso alla sua dimora che, il 15 luglio 1997, lo stilista è stato assassinato a colpi di pistola da Andrew Cunanan, un tossicodipendente trovato morto alcuni giorni dopo l'omicidio su una piattaforma galleggiante nella baia. Al suo funerale, celebrato al Duomo di Milano, hanno partecipato anche la principessa Diana, Elton John, Sting e Naomi Campbell.

Cosa ha significato la morte di Versace per il fashion system?

Gianni Versace è stato uno degli stilisti italiani più brillanti e visionari del mondo, il suo merito è quello di aver liberato la moda dal conformismo, portandole fantasia e creatività. Dopo la sua morte, la gestione dell'azienda è passata al fratello Santo Versace, che ha voluto mantenere il modello a conduzione familiare, assegnando alla sorella Donatella il compito di disegnare le collezioni. Gianni è scomparso 19 anni fa ma, ancora oggi, tutti ricordano la sua esistenza eccezione, la sua anima creativa e e la sua mente geniale. Chissà se avrebbe avuto voglia di organizzare un party spettacolare con decine e decine di star internazionali in occasione dei suoi 70 anni.