Il fuoco di Sant'Antonio (o herpes zoster) è una malattia virale che colpisce la pelle e le terminazioni nervose. Si presenta con vescicole che di solito colpiscono schiena e torace ma che possono interessare anche collo, viso, arti, interno della bocca o la zona intorno agli occhi. L'eruzione cutanea interessa solo un lato del corpo: compare in corrispondenza del nervo colpito dal virus e può provocare prurito oltre ad essere molto dolorosa. Il nome della malattia deriva infatti dalle parole greche herpes (serpente) e zoster (cintura) che descrivono bene i sintomi di questa malattia, che attanaglia il corpo come un serpente che si è nascosto all'interno del nostro corpo.

Il fuoco di Sant'Antonio può durare dalle due alle tre settimane ma, in alcuni casi, la guarigione completa avviene dopo circa tre mesi. È fondamentale agire tempestivamente con farmaci antivirali prescritti dal medico ed è importante ricorrere ai rimedi naturali per alleviare prurito e bruciore in modo efficace.

Fuoco di Sant'Antonio: cause e sintomi.

A causare il fuoco di Sant'Antonio è il virus della varicella: quando da bambini ci ammaliamo il virus viene attaccato dal sistema immunitario, a quel punto si trasferisce dalla pelle alle cellule nervose rimanendo lì per anni in modo latente. Un indebolimento delle difese immunitarie può però risvegliarlo provocando il fuoco di Sant'Antonio. Per questo motivo, solo chi ha contratto la varicella da bambino può rischiare di ammalarsi di herpes zoster. La caratteristica di questo virus è quindi quella di restare annidato anche per anni nelle cellule nervose e di risvegliarsi quando la risposta immunitaria è debole.

Il primo sintomo del fuoco di Sant'Antonio è un formicolio seguito da un'eruzione cutanea che può colpire torace, schiena, arti o viso e che provoca prurito e bruciore. Oltre all'eruzione cutanea può comparire anche la febbre accompagnata da brividi, mal di testa e mal di stomaco.

 Quanto dura il fuoco di Sant'Antonio?

Il sistema immunitario riesce a debellare il virus entro le 2 o le 5 settimane. Le vescicole, passato questo periodo, si seccano e cadono spontaneamente senza lasciare cicatrici. Il dolore, invece, potrebbe durare anche alcuni mesi in quanto le terminazioni nervose colpite restano lesionate per diverso tempo. Di solito, dopo la guarigione, il soggetto che si è ammalato di fuoco di Sant'Antonio è completamente immunizzato. Sono rari i casi in cui ci si ammala una seconda volta.

Il fuoco di Sant'Antonio è contagioso?

Sì, il virus può essere trasmesso nella fase iniziale, quella acuta, ma non nella fase cronica. Il contagio può avvenire infatti attraverso il contatto diretto con il siero delle vescicole. È importante precisare che chi viene contagiato contrarrà la varicella, se non la si è avuta in precedenza o se non si è vaccinati.  È buona norma quindi non avere contatti diretti con le persone affette dal virus nella fase iniziale della malattia.

Rimedi naturali per alleviare il fuoco di Sant'Antonio.

I rimedi naturali sono un'ottima soluzione da affiancare alla cura farmacologia prescritta dal medico per lenire bruciore e prurito della pelle. Chiedete consiglio al vostro erborista o farmacista che vi consiglierà i rimedi più adatti. Vediamone alcuni.

Impacchi freddi: per alleviare il dolore possiamo utilizzare degli impacchi freddi applicando un asciugamani bagnato sulle zone interessate da lasciare alcuni minuti. Dopo potete applicare una lozione a base di capsaicina, sostanza contenuta nel peperoncino dalle proprietà antidolorifiche: allevia il dolore e può essere applicata anche sulle vescicole che contengono ancora siero.

Farina d'avena: per alleviare il prurito potete aggiungere un pugno di farina d’avena all'acqua della vasca da bagno restando immersi per almeno 20 minuti. Ripetete anche ogni giorno fino alla scomparsa dell'eruzione cutanea.

Melissa: da assumere sotto forma di tisana o da applicare sulle zone interessate può essere un buon rimedio contro il fuoco di Sant'Antonio grazie alle sue proprietà antivirali: il consiglio è di berne almeno due tazze al giorno. La melissa è anche un ottimo calmante e svolge un effetto analgesico che aiuta a calmare il dolore: preparate un infuso lasciando raffreddare in acqua le foglie di melissa e applicatela con l'aiuto del cotone sulle parti interessate anche quattro volte al giorno.

Corteccia di salice: è uno dei rimedi naturali più efficaci e può esser assunto sotto forma di capsule o bustine. Ha gli stessi effetti dell'aspirina e aiuta ad alleviare il dolore in modo naturale svolgendo anche un'azione antipiretica, utile in caso di febbre.

Ribes nigrum: il ribes nero è un antinfiammatorio naturale. Per curare il fuoco di Sant'Antonio viene utilizzato sotto forma di macerato glicerico per donare sollievo immediato e per prevenire complicazioni.

Echinacea: da assumere sotto forma di tintura madre è un ottimo rimedio naturale anche per rinforzare il sistema immunitario il cui indebolimento ha causato la comparsa del virus zoster. La posologia è di 30 o 40 gocce tre volte al giorno lontano dai pasti. Chiedere sempre prima il parere del medico o dell'erborista che consiglierà le dosi e i tempi di somministrazione.