11:21

Francesca Mansi dispersa dopo frana ad Atrani, papà Raffaelle spera ancora

Ad Atrani continuano le ricerche per ritrovare Francesca Mansi, la 25enne dispersa durante l'esondazione del torrente Dragone che ha causato una distruttiva ondata di fango. Il padre, Raffaele, non perde le speranze, anche se le probabilità di ritrovarla viva sono praticamente nulle

Francesca Mansi dispersa dopo frana ad Atrani, papà Raffaelle spera ancora.

Da quando giovedì sera il maltempo ha devastato il paese di Atrani, le ricerche per l’unica dispersa, Francesca Mansi, non si sono mai fermate. Le forze dell’ordine impegnate nella perlustrazione della zona hanno cercato per terra e per mare, ma della barista 25enne di Minori non ci sono tracce. I familiari e gli amici della giovane erano accorsi già da giovedì notte per aiutare la protezione civile nelle ricerche, e oggi è Raffaele Mansi, padre di Francesca, a far sentire la propria voce, ed è una voce rotta dal pianto mentre guarda verso il mare, in cerca di una risposta. “La speranza è l’ultima cosa che va via – dice -. Certo, c’è l’evidenza dei fatti, questo è un posto molto piccolo”.

Un posto piccolo, Atrani, poco più di 900 anime che durante la stagione estiva votano tutte le proprie energie al turismo. E Francesca si era spostata dalla vicina Minori, dove viveva con la famiglia, fino a lì proprio per lavorare in quel bar in centro, nella piazzetta di maggior passaggio, sia di turisti che di paesani. Quel bar che è stato inondato dal fango e che ha dato origine all’agonia delle ricerche. Però Raffaele Mansi non molla, la speranza c’è sempre. Quella che è sparita è la rabbia per quello che è successo: fin dal primo momento è stata la sua grande fede a dargli forza nella tragedia. “Non serve a niente arrabbiarsi, dobbiamo accettare quello che è successo e fare in modo che non accada più” ha dichiarato durante queste ore d’attesa.

Intanto si scava nel fango, soprattutto nei pressi dell’arenile che, dopo l’ondata di fango, si è allungato di quasi 20 metri ed è anche più profondo di prima, rendendo ancora più complicate le ricerche del corpo di Francesca. Ormai si scava per trovare il suo corpo senza vita e in mare si continua a perlustrare il fondo. Chi pensa di partire per le vacanze di settembre, probabilmente eviterà di dirigersi verso queste zone. Del resto anche il padre di Francesca è del parere che “viviamo in un patrimonio Unesco, ma si faccia in modo dare maggior sicurezza a questo territorio. Qui c’è di che aver paura, le alluvioni sono ricorrenti. Non si alzi il polverone mediatico solo quando ci scappa il morto, si faccia qualcosa di più”. Purtroppo il cosiddetto polverone mediatico riuscirà solo a far riflettere i turisti che, spaventati anche dal tempo incerto di questi giorni di settembre e temendo una nuova improvvisa alluvione, si dirigeranno altrove.

Raimonda Granato

Approfondimenti: pioggia

commenta
STORIE INTERESSANTI
STORIE DEL GIORNO
FANPAGE D'AUTORE
ALTRE STORIE