Era ironico, provocatore, iper colorato, lucente e volutamente kitsch, era Fiorucci, lo storico marchio italiano di moda nato alla fine dei '60 dalla visione di Elio Fiorucci, figlio di un pantofolaio milanese. Dopo un viaggio in Inghilterra alla scoperta della "Swinging London" Elio decide di portare con sé un pezzettino di quel mondo psichedelico e di condividerlo con gli italiani più aperti alla sperimentazione. Fu così che Fiorucci diede vita alla sua prima boutique e successivamente al marchio omonimo. Nello storico shop di San Babila, aperto in Galleria Passerella nel 1967, Fiorucci trasportò l'innovazione proveniente dalla scena londinese e pian piano riuscì a creare uno stile proprio, un'estetica del tutto nuova con cui, per oltre 30 anni, ha conquistato gli italiani, influenzando generazioni intere e contribuendo ad esportare il "Made in Italy" nel resto del mondo.

Addio a Fiorucci: muore l'icona pop della moda italiana.

Ieri è arrivata la notizia: Elio Fiorucci è stato ritrovato senza vita nella sua casa di Viale Vittorio Veneto a Milano. Aveva 80 anni, probabilmente un malore gli ha stroncato la vita. La notizia in breve tempo è rimbalzata sui social e centinaia tra utenti e personalità della politica, dello spettacolo e della moda hanno espresso il proprio cordoglio pubblicando una foto o postando un commento. Domani a Milano, a pochi metri dalla storica boutique Fiorucci di Galleria Passerella in San Babila, ci saranno i funerali celebrati da Don Mazzi.

Sexy e volutamente kitsch, lo stile di Fiorucci.

Il mondo della moda dice addio ad Elio Fiorucci, un uomo posato ed estremamente discreto, un uomo che è stata capace di dar vita ad un brand opposto all'immagine pubblica del sobrio creativo-imprenditore, un marchio ben riconoscibile, sopra le righe e colorato, provocante e provocatorio, sensuale ed erotico. Sin dagli anni '60, attraverso gli abiti delle collezioni e soprattutto attraverso le campagne pubblicitarie e i servizi fotografici, Fiorucci ha creato un mondo di immagini pop, estreme ma mai eccessive.

Le campagne iconiche che hanno fatto la storia di Fiorucci.

La visione di Elio Fiorucci è sempre stata estremamente moderna, sempre un passo avanti rispetto al contesto. Fiorucci ha saputo intercettare i trend, anticipare le mode, realizzare i desideri nascosti di giovani fashion victim. A dimostrarlo sono le campagne pubblicitarie e le iconiche fotografie che, dai primi anni '70 fino al 1990 – anno in cui Fiorucci spa è stata venduta alla società giapponese Edwin Co. Ltd – sono state realizzate per promuovere i prodotti del marchio. Fiorucci supera i confini mettendo in primo piano il lato b di una donna che spunta da un paio di short sapientemente stracciati e fa dipingere una cowgirl in versione hot con gambe in mostra sulla shopper del suo store negli anni '70. Da buon iconoclasta quale è, sceglie due angeli dal volto paffuto, che fanno il verso agli angeli di Raffaello, come immagine e logo del proprio brand. Da provocatore usa il sesso ma lo fa in maniera velata, mostrando seni femminili che spuntano da una shirt griffata Fiorucci (oggi lo chiameremo Under Boobs). Da amante del kitsch veste una modella con body in tessuto metallico e la fa avvinghiare ad un pesche spada o mette una versione "vintage sadomaso" di Barbie e Ken su uno dei primi cartelloni pubblicitari. Con la sua estetica pop Fiorucci ha segnato la moda italiana creando immagini uniche, icone senza tempo che rimarranno impresse nella memoria.