Siamo sempre stati abituati a credere che le donne fossero naturalmente più longeve rispetto al sesso maschile. La verità è che non è stato sempre così. A dimostrarlo è uno studio condotto presso l’University of Southern California Leonard Davis School of Gerontology, che ha analizzato 1763 persone nate tra il 1800 e il 1935 in 13 paesi sviluppati.

I risultati sono stati evidenti: in quel periodo si è avuto un crollo dei tassi di mortalità grazie alla prevenzione delle malattie infettive e al miglioramento delle diete, cose che hanno permesso sia agli uomini che alle donne di vivere a lungo. Dopo il 1880, i tassi di mortalità femminili sono poi diminuiti del 70% rispetto a quelli maschili. Il motivo? Le donne sono riuscite a sfruttare i miglioramenti delle condizioni di vita di quegli anni più velocemente rispetto agli uomini, diventando quindi più longeve. “Abbiamo mostrato che ciò che oggi consideriamo normale, ovvero il fatto che l'aspettativa di vita per le donne sia molto superiore rispetto a quella per gli uomini, è un fenomeno demografico emerso per la prima volta tra le persone nate alla fine dell'Ottocento”, ha dichiarato Eileen Crimmins, una delle ricercatrici.

A causare la maggior parte dei decessi tra gli uomini sono il fumo di tabacco, che ha inciso per il 30% della mortalità in eccesso, e le malattie cardiovascolari, alle quali gli uomini sembrano essere maggiormente esposti. Nelle ricerche future si cercherà di capire in che modo le differenze nella dieta e nell'attività fisica tra i due generi possono influenzare la vulnerabilità genetica e biologica a livello cellulare, tanto da causare un divario estremo tra i tassi di mortalità maschili e femminili.