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Continua a dire a te stessa di essere grassa e finirai in depressione

Uno studio portato a termine da una ricercatrice della University of Arizona ha dimostrato che ripetere ossessivamente a se' stesse di essere grasse, aumenta il rischio di cadere in depressione.

Continua a dire a te stessa di essere grassa e finirai in depressione.

L’imperativo è lanciato suona più come un accorato consiglio, piuttosto che come un avvertimento, ma il risultato non cambia: se le donne continuano a ritenersi troppo grasse, ripetendolo ossessivamente come una litania a se stesse e agli altri, finiranno col cadere in depressione. Analisa Arroyo, ricercatrice esperta in Psicologia della Comunicazione dell’Università dell’Arizona, dopo uno studio su 33 donne e 24 uomini ha dimostrato e tracciato una serie di profili a rischio depressione. Non soltanto chi ritiene di essere grasso/a, ma anche chi è solito fare affermazioni negative sul proprio corpo e sul proprio stile di vita, può essere deleterio sia per il fisico che per la mente.

Una serie di esperimenti strutturati con dei questionari somministrati on-line nel corso di tre settimane. Chi ha partecipato si è trovato a dover rispondere ad una serie di domande circa la loro autostima e del livello di pressione che percepiscono dall’esterno, oltre a quanto spesso la parola “grasso” viene fuori in conversazioni o pensieri. Alcune risposte sono state molto dettagliate e hanno indicato un forte timore di andare sovrappeso, inoltre tantissimi usano l’amico “magro” come metro e sistema di paragone e tutto questo ha portato lo studio a stabilire che minore è la soddisfazione per il proprio corpo, più alto è il livello di depressione.

Un secondo studio, più ampio, ha interessato 85 donne e 26 uomini in un periodo di due settimane, con domande più specifiche, dividendo il “sentirsi grassi” dal “sentire parlare di grasso”. E gioca un ruolo fondamentale, anche in questo caso, l’autostima: perchè nel primo caso, quelli in cui ci si sente grassi, lo studio dimostra che c’è un diretto aumento dei rischi di depressione, rispetto al parlare semplicemente dell’argomento. In definitiva questo risultato, secondo la dottoressa Arroyo, contraddice una precedente ricerca pubblicata in materia, secondo la quale l’esposizione a certi messaggi dei media, influenzerebbero le scelte e i comportamenti individui.

Studi universitari a parte, la tendenza a combattere a tutti i costi  l’anoressia ma soprattutto favorire certe pratiche virtuose per accettare se’ stessi, pur senza tralasciare la questione altrettanto fondamentale di tenere d’occhio l’eccesso opposto (i 4 disordini alimentari sono tra le patologie più comuni del nostro secolo), è ormai uno standard che lentamente si sta assestando. Si veda il caso di Israele e della legge contro l’anoressia che in questo senso sta diventando precursore di un vero e proprio movimento che noi abbiamo, in una visione poetica e ottimistica, voluto chiamare Orgoglio XXL.

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