Gianni Versace è il noto stilista italiano fondatore dell’omonima casa di moda nata nel 1978, diventato una vera e propria leggenda nel fashion system. La sua vita è arrivata però al termine troppo presto. A soli 50 anni è stato infatti assassinato sulle scale di Casa Casuarina, la villa degli anni Trenta a Miami Beach in cui viveva con il compagno Antonio D'Amico, e con lui se n'è andato un personaggio mitico nel suo settore, un simbolo di anticonformismo e creatività. L'azienda è stata portata avanti dai suoi familiari Santo e Donatella ma l'assassinio dello stilista continua ancora oggi a essere avvolto dal mistero.

Come è morto Gianni Versace?

Gianni Versace ha perso tragicamente la vita il 15 luglio del 1997 sugli scalini della sua abitazione a Miami Beach, la città del divertimento eterno in cui era stato trattenuto per motivi di lavoro. A sparargli i due colpi di pistola mortali in pieno giorno è stato probabilmente Andrew Cunanan, un tossicodipendente che aveva già ucciso altre persone ma che è stato ritrovato morto alcuni giorni dopo l'assassinio dello stilista nella sua casa galleggiante sulla Collins e che non ha potuto dunque né smentire né confermare l'accusa. L'unica cosa certa è che l'assassinio è stato definito una vera e propria "esecuzione" per quanto è stato improvviso, inaspettato ed efferato. Secondo quanto affermato dal compagno dello stilista Antonio D’Amico, Cunanan non era un mitomane, né lui né Gianni lo avevano mai incontrato, aveva agito su indicazioni altrui e la polizia americana aveva chiuso il caso troppo presto perché la verità venisse a galla.

Il funerale dello stilista.

Il funerale dello stilista si è svolto nel Duomo di Milano e ha visto accorrere numerosissime star del calibro di Elton John, Sting, Naomi Campbell e addirittura la principessa Diana, anche lei morta il mese successivo durante il drammatico incidente a Parigi insieme al compagno Dodi Al-Fayed. Fin dalle prime ore in cui la notizia della morte di Versace ha fatto il giro del mondo, sono stati molti i grandi nomi del fashion system rimasti increduli e caduti poi nella più totale disperazione. L'amico Franco Zeffirelli aveva ad esempio dichiarato: "Con la morte di Versace l'Italia ed il mondo perdono lo stilista che ha liberato la moda dal conformismo, regalandole la fantasia e la creatività". Non è un caso che negli ultimi 20 anni siano state molte le mostre e gli eventi dedicati al suo spirito creativo e sopra le righe. L'ultimo omaggio al designer è "Assassination of Gianni Versace: American Crime Story", la serie televisiva firmata da Ryan Murphy, interpretata da Edgar Ramirez e Penelope Cruz nei panni di Donatella che andrà in onda all'inizio del 2018 in America. Anche se sono passati 20 anni dalla morte, il terribile assassinio continua a essere avvolto nel mister. Gianni continua a essere ricordato per il suo gusto, la sua vivacità e la luce che emanava attraverso i suoi occhi, simbolo del fatto che avrebbe voluto continuare a vivere in eterno.

Chi era Philip Andrew Cunanan, l'assassino di Gianni Versace?

Philip Andrew Cunanan, l'assassino di Gianni Versace, era nato nel 1969 a San Diego, aveva frequentato una delle scuole più ricche della città e fin dal liceo era emersa la sua natura omosessuale. Il suo disagio era probabilmente così elevato che a 18 anni era fuggito nelle Filippine, anche perché era stato sospettato di irregolarità fiscali. Una volta tornato in America aveva cominciato a farsi mantenere dai suoi amanti ricchi e anziani, aveva sempre mostrato una personalità "camaleontica" e aveva fatto uso di droga e alcol. Presto l'instabilità, i debiti e le delusione d'amore lo avevano portato alla follia, trasformandolo in un serial killer. Aveva ucciso diversi ex amanti come Jeffrey Trajl, David Madson, Lee Miglin, William Reese quando è entrato nella lista dei 10 criminali più pericolosi d'America e di lì a poco ha assassinato anche Gianni Versace. Alcuni giorni dopo è stato trovato morto nella sua House Boat, si era ucciso sparandosi alla testa con una calibro 40 e non ha mai potuto dare spiegazioni sull'accaduto. Anche il suo decesso, però, rimane ancora avvolto nel mistero: la polizia ha preferito non praticare alcuna autopsia sul corpo e cremarlo in prima possibile così da archiviare il prima possibile il caso.