Chiara Ferragni insegnerà ad Harvard, la prestigiosa università americana della Ivy League che fino al 2012 presentava il più basso tasso di ammissione degli studenti degli interi Stati Uniti d'America, pari al 5,9% del totale. La notizia sta rimbalzando da qualche ora sui social network e, com'era prevedibile, sta anche creando accese polemiche. Sostanzialmente, gli utenti sostengono che una fashion blogger qual è la Ferragni non avrebbe né le competenze né un curriculum all'altezza per poter anche solo mettere piede in una delle università più prestigiose al mondo, figuriamoci per insegnare qualcosa agli studenti. Volendo fare un minimo di chiarezza, però, è importante sottolineare che Chiara Ferragni non si sta improvvisando professoressa universitaria senza averne le competenze, ma semplicemente è stata chiamata – insieme all'ex fidanzato e fondatore del blog Riccardo Pozzoli – a tenere una lezione incentrata su un case study ben preciso: The Blonde Salad, il suo fashion blog diventato nel giro di pochi anni un vero e proprio impero e punto di riferimento del settore.

Nonostante Chiara Ferragni sia indiscutibilmente una persona che attraverso un'idea, magari anche banale, è riuscita a crearsi un lavoro più che remunerato e ad accedere, pressoché dal nulla, al jet set internazionale grazie alle sue qualità, l'invito alla Harvard Business School non è stato ben digerito da utenti e detrattori. La "lezione" di Chiara Ferragni, come quelle tenute da tantissimi altri imprenditori nel corso degli anni, ha uno scopo ben preciso: illustrare agli studenti di Harvard come da un semplice fashion blog nato nel 2009 si può arrivare in pochi anni, sfruttando le leve del marketing e della comunicazione, a costruire un'impresa milionaria che oggi conta 24 dipendenti e un fatturato pari a circa 10 milioni di euro.

Se nel mondo dell'imprenditoria a parlare sono i risultati conseguiti, i numeri raggiunti da Chiara Ferragni nel giro di pochi anni costituiscono sì, invece, al contrario di ciò che sostiene la vulgata in queste ore, un curriculum all'altezza della Harvard Business School. Nonostante l'invito della Ferragni venga da più parti paragonato all'aspramente criticata esperienza da giudice della giuria di qualità di Sanremo offerta alla youtuber Greta Menchi, le due situazioni nulla hanno in comune se non quello di essere finite al centro della polemica mediatica. Ma volendo comunque analizzare e sezionare questo paragone, un'unica considerazione sensata mi verrebbe da mettere in risalto. A differenza della Ferragni, Greta Menchi di risultati e competenze in campo musicale non può proprio vantarne, figuriamoci far parte di una giuria di qualità che pretende di valutare la preparazione e le capacità di cantanti professionisti con anni di esperienza alle spalle.