Parole dure nei confronti delle mancanze del Consiglio di Sicurezza dell'Onu in tema di stupri e violenze in guerra nei confronti delle donne. Angelina Jolie, in veste di inviata speciale dell'Agenzia Onu per i rifugiati, al debutto nella sala delle Nazioni Unite, parla chiaro e non fa sconti davanti ai rappresentanti di Russia, Cina, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. "Lo stupro è un'arma di guerra – dice – è un atto di aggressione e un crimine contro l'umanità. È inflitto intenzionalmente per distruggere la donna, la famiglia e la comunità. Rovina le vite e infiamma il conflitto".

Dove i governi non possono operare e non arrivano, dice l'attrice, il Consiglio deve garantire leadership e assistenza alle vittime."Non c'è potere più grande al mondo che possa stare accanto alle vittime. Questa giovane vittima di stupro siriana è qui perchè voi la rappresentate. Questa bambina del Congo deve avere voce, perchè voi la rappresentate. Ai loro occhi se il loro stupratore è scappato con i suoi crimini è perchè voi lo avere permesso. Voi avete impostato la direzione. Se lo stupro e la violenza sessuale in guerra diventerà una priorità per voi lo diventerà per tutti e ci saranno dei progressi". Non si parla di numeri, ma di casi concreti, di "traumi che lacerano la carne", di donne che la Jolie ha incontrato nei suoi viaggi in giro per il mondo.