I bambini che nascono prematuri si ritrovano a combattere per rimanere in vita fin dal momento in cui entrano a far parte di questo mondo e, quelli che superano il primo periodo critico, dimostrano di essere dei veri guerrieri. Lo hanno capito bene i genitori di questo piccolo nato alla 28esima settimana di gravidanza in un ospedale a Udaipur, nello stato del Rajasthan in India. Il bimbo pesava poco più di 450 grammi, era grande quanto il palmo di una mano e sia i polmoni che la pelle non si erano sviluppati totalmente.

Come se non bastasse, soffriva di una condizione chiamata dotto arterioso di Botolo, a cui è legato il funzionamento dei vasi sanguigni che alimentano il cuore, che ha costretto i medici a sottoporlo a un delicatissimo intervento cardiaco. Era la prima volta che un'operazione simile veniva fatta sul corpo di un bambino tanto piccolo, la sua pelle non poteva essere toccata senza provocare dei danni ed è stato necessario usare degli strumenti speciali, ma era l'unica soluzione per provare a farlo sopravvivere.

"Operare un neonato, soprattutto quando così piccolo, è molto impegnativo e rischioso poiché tutte le parti del suo corpo sono premature. Poteva avere crisi respiratorie, emorragie ai polmoni e problemi ancora più gravi", ha spiegato Sunil Jangid, il medico che ha condotto l'intervento. Alla fine però il bimbo ce l'ha fatta, lasciando senza parole i genitori, che considerano la sua vita un vero e proprio miracolo. Oggi, sono felicissimi di poter tenere il piccolo tra le braccia: è la dimostrazione del fatto che le loro preghiere sono state ascoltate.