Alessandra Mussolini respinge le accuse: video hard, solo una calunnia
Dopo il ricatto del presunto video hard che la riguarda, Alessandra Mussolini promette di dare battaglia a chi le ha gettato fango addosso
Il mondo politico, si sa, è pericoloso. Soprattutto da quando i politici, tramite i media, si danno battaglia a colpi di foto e video, per attaccare prima la vita privata e poi, di conseguenza, l’immagine pubblica. L’ultima, in ordine di tempo, a finire nell’occhio del ciclone è Alessandra Mussolini.
I fatti: all’inizio di settembre fu recapitata a Palazzo Chigi una lettera che offriva il video in cambio di un milione di euro. L’“offerente” assicurava dell’esistenza di un filmato che riprendeva “un europarlamentare e una deputata mentre fanno sesso”. Nella lettera non si faceva riferimento ai nomi o alle identità delle persone coinvolte, di cui si sapeva solo che erano politici di destra. La missiva fu quindi girata da Palazzo Chigi alla Procura di Roma. Sembravano ancora in corso le verifiche, quando, venerdì scorso, il quotidiano “Il Giornale” è uscito con caratteri cubitali in prima pagina che annunciavano il ricatto hard di cui era stata fatta oggetto la Mussolini.
Ora Alessandra Mussolini sfodera la sua grinta di sempre. Si mostra aggressiva, spavalda, nell’affrontare i media come gli avversari politici. Eppure stavolta non riesce a nascondere di essere turbata. Sguardo di chi ha pianto, guance arrossate, voce che trema, ma le sue parole ancora no la danno vinta a chi vuole screditarla. “La cosa che più mi fa arrabbiare è che vogliano far credere di avermi fatto un favore”. Non ci sta a lasciare che questo colpo la segni, soprattutto non vuole che passi un’immagine sbagliata di sé. “Quello che mi fa impazzire è che “Il Giornale” invece, come sarebbe stato corretto, di mettere la notizia del ricatto a palazzo Chigi senza nomi e cognomi, mi sbatte in prima pagina manipolando la notizia. Hanno scelto un taglio hard, infamante contro di me e la mia famiglia invece di fare correttamente informazione. E vogliono che io stia calma? Ormai il fango è partito, vai a convincere le persone che hanno letto quell’articolo che il video non c’è”.
E infatti, a quanto pare, il video non l’ha visto nessuno. Quello che consola la deputata PdL è che le persone che ama le sono vicine. “Mi sono sentita morire quando ho chiesto a mio marito di andarmi a comprare “il Giornale”. Ma lui è accanto a me, sa che fogna può essere il mondo politica. Abbiamo letto quell’ammasso di calunnie insieme. Siamo più uniti che mai. Mica è pazzo. La stessa cosa vale per mia madre”. Anche la solidarietà di Silvio Berlusconi le ha dato un’ulteriore spinta ad andare avanti. “Adesso voglio svergognare chi sta dietro a tutta questa vicenda”. Basterà aspettare e vedere.
Raimonda Granato