Quando si è innamorati non si vede l'ora di condividere ogni momento con il proprio partner e spesso, anche se sono passati solo pochi mesi dall'incontro fatidico, si decide di andare a convivere. Si tratta però di un passo importante, una decisione che non può essere presa alla leggera: è qualcosa che deve essere ben ponderato da entrambe i partner. Di sicuro nella scelta tra matrimonio o convivenza  molte coppie optano per la seconda in quanto è meno vincolante e non richiede giuramenti e promesse ma, una convivenza, che sia o no prematrimoniale, è comunque qualcosa da non prendere sotto gamba: ognuno ha le proprie esigenze, abitudini, e questo spesso porta a dei conflitti. Siete pronti a superare gli ostacoli che si presenteranno, a sintonizzarvi sulle richieste del partner e a smussare alcuni lati del vostro carattere? Ecco quali sono i segnali per capire che è arrivato il momento giusto per andare a convivere e per cominciare una nuova vita insieme armoniosa e duratura.

Qual è il momento giusto per andare a convivere? Ecco come capirlo.

Esiste un momento giusto per andare a vivere insieme? Ciò avviene quando i due partner avvertono il desiderio di condividere la quotidianità, i progetti per il futuro e costruire un rapporto più maturo e stabile. Ma ecco quali sono i segnali per capire quando è giunto il momento di cominciare una convivenza.

1. Quando i partner avvertono un clima positivo nella coppia.

La voglia di condividere insieme il quotidiano è uno dei primi segnali da considerare: si capisce che è giunto il momento di andare a vivere insieme quando all'interno della coppia si respira un clima positivo, la voglia di mettere le proprie risorse a favore del partner. Se invece si ha poca fiducia nell'altro, se si riscontra una particolare difficoltà a staccarsi dalla propria famiglia o se si considera la convivenza come una soluzione che può ostacolare la propria crescita personale, allora meglio non cominciare ancora una vita a due in quanto mancano gli elementi fondamentali per una convivenza.

2. Quando sono chiari i rispettivi obiettivi.

Spesso uomini e donne hanno una diversa idea della convivenza: per gli uomini è considerata una prova che viene vissuta senza particolare impegno mentre, per le donne, è il primo passo verso il matrimonio. Prima di andare a vivere insieme devono essere chiari gli obiettivi di entrambe: è fondamentale quindi è l'onestà, dichiarare fin da subito le proprie intenzioni per evitare di creare ostacoli o di dover fare marcia indietro, con tutto il carico di sofferenza che comporterà.

3. Quando entrambe si sentono autonomi e non ci sono pressioni.

Altro elemento fondamentale è l'autonomia personale: non dobbiamo pensare di dipendere dall'altro o che il partner esista solo per risolvere i nostri problemi. Sicurezza e autostima sono elementi importanti ma, per vivere in armonia, è necessaria anche la fiducia nell'altro, sapere che si potrà fare insieme questo percorso usufruendo delle risorse di entrambe. C'è inoltre bisogno di comprensione, così da sorreggersi l'uno con l'altro nei momenti difficili. Scegliere di convivere deve poi essere una scelta presa dai due partner in modo libero e consapevole, senza pressioni e forzature: accettare la convivenza solo per assecondare il partner è il primo passo verso il fallimento.

4. Quando si è sicuri di essere "compatibili"

Capire di essere compatibili è un altro segnale importante anche perché nel momento della convivenza entreranno in gioco alcune variabili: le diverse storie di vita, diverse abitudini, il raggiungimento dei propri obiettivi, inoltre cominceranno a venire fuori i difetti propri e dell'altro, ci saranno piccoli litigi, delusioni. Il tempo migliore per convivere, quindi, è quello in cui i partner capiscono che è possibile stare insieme per rimanendo se stessi. Convivenza non significa annullarsi ma confrontarsi, crescere e migliorare.

5. Quando si è pronti ad allentare le proprie rigidità trovando il giusto compromesso.

Altro elemento per capire se è arrivato il momento giusto per andare a convivere, è la consapevolezza che dovremo allentare le nostre rigidità, smettendo di essere troppo fiscali. Se ad esempio siete maniache della pulizia, o non tollerate che lui ami trascorrere le serate davanti alla tv, l'unica soluzione è trovare un compromesso a queste situazioni, in modo da rendere la convivenza armoniosa.

Quali sono i dubbi e le paure più comuni della convivenza?

Anche se la convivenza è un evento che crea meno ansia del matrimonio, può essere comunque costellato da ansie e paure in quanto rappresenta un'evoluzione del rapporto. Ci si chiede spesso: sono sicura che sia l'uomo adatto a me? Cosa succede se ci lasciamo? Inoltre si ha paura della routine ma anche di dover cambiare le proprie abitudini o di scoprire che non riusciamo ad accettare quelle del partner. Altro elemento che può creare ansia è la perdita della propria intimità: una volta sotto lo stesso tetto lo spazio privato si riduce fino ad annullarsi, in alcuni casi.

Quali sono i rischi di una convivenza forzata?

Accettare una convivenza cedendo a delle pressioni non è una buona premessa perché crea uno sbilanciamento, compromettendo l'armonia della coppia. Nel caso di una convivenza forzata, infatti, si viene a creare una situazione particolare in cui c'è uno che domina, con i partner che non cammino l'uno accanto all'altra. Questo tipo di convivenza può anche durare anni, soprattutto quando la persona "dominata" viva una dipendenza affettiva nei confronti dell'altro, che invece si sente quasi onnipotente, percependosi come l'elemento che porta avanti la relazione. La convivenza in questo caso viene minata solo nel momento in cui la persona "dominata" prende consapevolezza della sua posizione cominciando a mettere in dubbio la vita insieme. Ciò porterà quasi sicuramente ad aspri scontri con il partner, che non intende rinunciare alla sua posizione di superiorità. In questi casi l'interruzione della convivenza farà emergere la falsa armonia sulla quale si basava il rapporto.