Al giorno d’oggi, tra crisi economica e difficoltà nel trovare lavoro, sono sempre di più le donne che cominciano a pensare alla maternità solo intorno ai 30 anni. A dispetto di quanto si potrebbe pensare, la cosa non è così negativa per i bambini che vengono messi al mondo, che risultano essere molto intelligenti rispetto alla media. A dimostrarlo era stato uno studio di qualche mese fa, ma di recente anche una nuova ricerca condotta presso il Max Planck Institute for Demographic Research di Rostock lo ha confermato.

I figli nati da gravidanze “tardive” sono i più sani e intelligenti poiché è proprio dopo i 30 anni che a livello biologico il corpo della donna sostiene meglio una gravidanza. Solitamente le trentenni hanno uno stile di vita molto più regolare rispetto alle ragazze di 10 anni in meno, hanno spesso di bere e di fumare e sono affermate dal punto di vista professionale, così da poter garantire al piccolo una buona educazione e istruzione. La loro età non eccessivamente avanzata fa sì che abbiano l’energia di giocare e di svegliarsi nel corso della notte senza problemi.

Se la gravidanza viene affrontata, ad esempio, a 40 anni, si avranno maggiori possibilità di esporre il piccolo a problemi di obesità poiché non si ha più la forza di corrergli dietro, incitandolo dunque a condurre una vita sedentaria. Come se non bastasse, i piccoli possono godere a pieno dei miglioramenti in campo alimentare, sociale e medico raggiunti negli ultimi anni, cosa che influenza positivamente le loro condizioni di salute. Insomma, sembra proprio che per crescere bene un figlio bisogna aspettare e superare i 30 anni per metterlo al mondo.